Società ·
· 3 min
A cosa ci serve a noialtri continuare a leggere?
Continuare a leggere per sprofondarsi in un rifugio antiatomico, ma soprattutto per uscirne con degli occhiali nuovi fiammanti e molto fighi.
di Alice Meoni
Nel caso qualcuno lo chiedesse, se mai chiedessero il perché, perché bisogna continuare a leggere; leggere delle volte si legge perché è come dormire. Cioè. Adesso mi spiego. Stai male? Dormi. Mettiamo hai l'influenza fortissima, riesci ad addormentarti, dormi, e mentre dormi non senti il male. Così se leggi. Stai male? Anche senza influenza, mettiamo. Stai male? Male per qualsiasi motivo? Leggi, che mentre leggi togli il tuo cervello da dove sei e lo metti da un' altra parte. E questa sarebbe già una roba. Ma i libri che funzionano, sono anche meglio del sonno. Il sonno, ti svegli, menomale che almeno hai dormito, delle volte stai meglio, delle volte non ti ha fatto niente, ti tocca svegliarti come prima. Invece leggere, se il libro è buono, è come aver preso la Tachipirina. Hai sudato, hai sudato, hai sudato via un po' di febbre, un po' della febbre è andata, è diventata fredda sulla maglia, sul pigiama, però è andata. Se ti svegli sudato bene, un po' di febbre non c'è più. Certi libri ti rendono debole e grato di tutto, come un convalescente. È come svegliarsi dopo aver sudato via l'influenza e avere di nuovo la forza, un po' di forza, dopo diversi giorni a letto, di andare a guardare fuori dalla finestra. C'è la gente: guarda quei due, da quant'è che non vedevo la gente? un cagnolino, l'intonaco, non me lo ricordavo così. Mangiare piano dei pezzettini di mela. Un purè in busta fatto male, coi grumi, buonissimo, più buono di tutto. La luce del pomeriggio. Dieci minuti di luce del pomeriggio. Non si scrive, non si legge un libro per aggiungere qualcosa alla realtà. Leggere un libro che funziona, quando funziona, è lo stupore del convalescente, che, debolissimo, guarda di nuovo il mondo. E si accorge di nuovo di tutto, senza niente di nuovo. E se quello che è scritto lì in quelle pagine funziona, tu sei uno che ha ritrovato qualche forza, che ha sudato fuori la febbre, e vede il mondo non diverso, non diverso, ma solo più mondo. I palazzi di fronte sono più palazzi di fronte, i cani al guinzaglio sono più cani, i cespugli (avevi mai fatto caso? fanno le bacche adesso) sono più cespugli. I marciapiedi, la parrucchiera di fronte. È sempre stato tutto lì. Una cosa scritta bene ti fa sudare via l'abitudine e ti lascia lì, debole, stupito, un po' stronzo. Finire di leggere una cosa scritta bene è come superare un grande dolore, una malattia. Torni in superficie come un sub e ci torni rivoltato come un guanto. Tutto quello che è sempre stato lì ora è nuovo. La finestra della cucina, la maniglia della finestra, ora, con queste mani, la maniglia, come si userà, così?