IL GATTOPARDISMO INTERGENERAZIONALE 

Oggi la presenza di una forma di paternalismo sembra insita nella formazione professionale, personale e sociale della nuova generazione. Spesso si parla di essere consapevoli e di farsi guidare da chi ha già acquisito l'esperienza sufficiente per fornire le basi per qualsiasi tipo di formazione, ma il muro che i giovani affrontano è spesso legato alla mancanza di spazio per mettere a frutto le proprie competenze e abilità pratiche. La verità è che non ci sono delle risposte definitive. Spesso si incoraggiano i giovani in modo passivo, e la loro presenza è limitata a ridimensionata dall'esperienza singola e individuale mediata da figure rigide e gerarchizzate.Questo si è spesso tradotto nel garantire fiducia ai nuovi arrivati, ma consolidando solo i vecchi schemi, in cui non esiste una reale libertà se non quella di aderire a modelli spesso obsoleti e inadeguati.Se il paternalismo è una struttura che risiede nella famiglia, nella scuola, nelle università, nel lavoro, non ci sono reali differenze: l'idea di aiutare tende a subordinare l'altro in giudizio alle opinioni altrui. In famiglia ci insegnano a rispettare i ruoli verticali dei membri familiari, a scuola invece a stringere un patto unilaterale, spesso di subordinazione all'ambiente scolastico.All'università invece una interazione nozionistica che cela un legame istituzionale e freddo.La nostra opinione e giudizio, spesso rappresenta un anomalia qualcosa da dovere reprimere per non creare conflitti.Se è solo l'età un fattore determinante che definisce il talento e la nostra identità, il lavoro soffre della dimensione stereotipata e semplicistica del tempo che passa. Basti pensare al numero di posti e la richiesta molto alta nei concorsi pubblici. Nella selezione o scelta dei giovani come risorse nella contrattualizzazione lavorativaDove i criteri rigidi stabiliscono anche forme di esclusione per alcuni individui.Se tale esito si propone spesso, la collaborazione e la gestione dell'interazione individuano delle crepe del sistema nella classificazione passiva che non valorizza o prende seriamente il giovane. Se il sistema ha incasellato noi soggetti in categorie emarginate, il ruolo decisionale è marginale? Le politiche giovanili si occupano di migliorare le cose e garantire un futuro e prospettive eccellenti, ma i fatti sono ben altri e dimostrano un sottile velo di cecità verso il ruolo sociale e lavorativo nel tessuto della collettività.In Sicilia Il Gattopardo è un'opera che ha descritto ampiamente il potere delle vecchie generazioni, dove non esiste un punto di contatto intergenerazionale nella sfera relazionale tra i "vecchi e i giovani".La cooperazione non è sintomo di debolezza ma di solidarietà verso un futuro incerto ma anche stimolante per le nuove generazioni.
Di Stefania Manili