La crisi economica dell'informazione il crollo delle edicole
L'edicola era il simbolo del caffè al bar e del giornale conviviale discusso nei centri urbani. Oggi la realtà editoriale mostra una profonda frattura tra il consumo elettronico e cartaceo dei contenuti informativi. Il ritrovo di un'edicola rappresentava una forma espressiva di confronto e scambio con le reciproche prospettive culturali, economiche e sociali; oggi il vuoto e la frattura della realtà mediata degli acquisti, quali Amazon, ha comportato una rottura silenziosa nell'acquisto. La presenza di abbonamenti dei quotidiani ne evidenzia anche la rottura della fruizione di fatti di cronaca e attualità. Da quando l'informazione è diventata caotica e politica, non esiste più un pensiero libero o una dimensione di libero arbitrio e volontà del singolo. Il consumo frugale e la scarsità di fonti autorevoli mostra come la dimensione scandalistica, anche nella narrazione, ha più potere rispetto alla scelta di divulgare contenuti da fonti affidabili e verificati. Il capovolgimento ne rivela il ritratto di una società distratta che non ha sviluppato un'alfabetizzazione funzionale a ciò che gli viene rappresentato o proposto, in modo da stimolare il pensiero critico. È colpa dei prezzi oppure della narrazione dei media proposta, persino televisiva? Ci sono alcuni format che sminuiscono i problemi dell'attualità: è solo una crisi economica o una crisi che investe la voglia di conoscere o di essere consapevoli di ciò che accade intorno a noi? O è il frutto di un rifiuto categorico di una proattività nell'azione sociale dei cittadini?