C'era una volta una bambina abbastanza adulta che stava vivendo la sua vita in maniera spensierata.La bambina amava le piccole cose, i dettagli e la semplicità. Preferiva leggere in metro piuttosto che scrollare sul telefono, preferiva uscire e passeggiare con gli amici in cerca di uno spot per osservare il tramonto e inciuciare piuttosto che stare a casa sul divano a guardare la tv.Preferiva le cose semplici perché erano le cose semplici a darle energia.Preferiva avere una vita frenetica, piena di impegni e conoscenze perché in questo modo si sentiva realizzata, utile, felice.Ogni tanto, però, occorre fermarsi, respirare, riflettere, respirare di nuovo per capire come andare avanti. E vi assicuro che, cari lettori, volenti o nolenti la vita vi costringerà a prendere una pausa.Un giorno, la bambina e le sue quattro amiche più care, decisero di andare a vedere uno spettacolo a teatro. La bambina era molto excited, il teatro era il suo luogo sicuro. No, non è un'attrice, non recita. Era il suo luogo sicuro perché il teatro non giudica e accoglie ogni tipo di storia.Dette un bacino alla mamma, salutò anche il resto della famiglia e si incontrò con le sue amiche alla metro.Dopo una breve sessione di foto con le sue besties, lo spettacolo inizia. Il silenzio cala, la concentrazione aumenta... finché un telefono squillò. Era il telefono della bambina: "chiamata persa da Migliore amico di papà". Il migliore amico di suo padre era come uno zio, stava sempre con loro, ogni giorno stavano insieme dopo cena. Non c'era niente di anormale. La bambina, però, aveva avuto una sensazione, una brutta sensazione.Decise che l'avrebbe richiamato nella pausa tra il primo e il secondo atto. Il teatro, d'altronde, è magia. Sa come farti stare bene, come coccolarti, come farti piangere e ridere. Il teatro sa. Il teatro sapeva che la bambina aveva bisogno di un attimo di calma, e, quindi, lo spettacolo non ebbe pause. C'era bisogno di allungare la magia, la chiamata non doveva essere fatta. Lo spettacolo doveva essere ammirato nella sua integrità, senza interruzioni.Lo spettacolo giunse al termine. Le bambine erano felici, non aspettavano altro che parlare per ore di ciò che avevano appena visto, magari mangiando delle patatine fritte.Arriva un'altra chiamata, questa volta era la mamma di una delle amiche più care. Dovevamo tornare a casa, c'era un imprevisto.Dopo essere andate in bagno, ritornano in metro parlando un po' delle loro impressioni. Qualcosa, però, si era rotto nella nostra bambina. Si era particolarmente ammutolita, ed era strano perché lei amava parlare. Il silenzio cala e apre il sipario ad un po' di ansia e imbarazzo tra loro. Odiavano vedere la loro amica in questo mood strano.Entra in scena una piuma. Una banalissima piuma bianca, probabilmente di qualche giubbotto imbottito, che dall'alto cade molto lentamente, ma molto lentamente, oscillando a destra e sinistra verso il pavimento del palcoscenico. Per la bambina tutto si ferma mentre osservava questa piuma andare verso la sua fine, e pensava: "Questa piuma è così leggera e libera mentre fluttua per aria, ma una volta che raggiungerà la terra sarà ferma, immobile, calpestata. Smetterà di esistere, e nessuno ammirerà più la sua bellezza." Scoppiò a piangere.
Arrivate al capolinea, c'era la mamma di una delle amiche più care ad attenderle. Ancora silenzio e massima concentrazione nei propri oscuri pensieri. Il tempo procedeva lentissimo e l'ansia aumentava. Boom Boom. Boom Boom. Arrivano fuori l'ospedale. Boom Boom. Boom Boom. La bambina si precipita fuori dalla macchina e corre, corre verso la sua paura più grande. Boom boom. Boom Boom. Vede il fratello, lo guarda. Nel mentre arrivano anche le sue amiche. Boom Boom. Boom Boom. "Mamma non c'è più?" Il fratello fa no con la testa. Scoppia in un pianto così disperato che persino il suo cuoricino, per un secondo, aveva deciso di restare in silenzio. Un dolore troppo grande che non poteva essere contenuto da nessun confine.
La bambina abbastanza adulta non aveva perso la mamma totalmente all'improvviso. La mamma aveva già una bua brutta e cattiva da diversi mesi, e più il tempo passava, più era naturale pensare che questo giorno sarebbe arrivato.Nonostante la brutta situazione, la bambina abbastanza adulta, non smetteva di pensare che probabilmente la mamma già lo sapeva. Già sapeva che era l'ultimo saluto, sapeva che la sua piccolina avrebbe avuto i suoi angeli custodi al fianco, pronti a sorreggerla nel momento del bisogno. Sapeva che l'universo le avrebbe mandato un segnale per iniziare a prepararla mentalmente, e sapeva che non poteva andarsene in un momento migliore di quello. Sì, migliore. Migliore perché aveva scritto la sceneggiatura perfetta per il suo ultimo atto.
La bambina da quel momento non era più solo una bambina, era una bambina che aveva acquisito anche la vita di sua madre. Da quel giorno, la bambina ha vissuto per due: doppia forza, doppie energie, doppia tristezza, doppia felicità.
Cari lettori, non vi nascondo che non è stato un cammino facile. Nei mesi della bua brutta e cattiva della mamma, la bambina ha capito come certe persone arrivino ad autodistrurgersi con alcool, droghe, dipendenze e altre cose poco carine. L'ha capito, è come se avesse avuto un'illuminazione, un'epifania, ma ha deciso di intraprendere un'altra strada: la strada del coraggio. Coraggio di andare avanti e affrontare tutto senza continuare a vivere nel passato distruttivo, con l'aiuto e il supporto di famiglia e amici.

Ed è così che la nostra bambina abbastanza adulta è riuscita a vivere una vita felice e contenta.
Certo, io sono solo un'umile cantastorie, ma sono qui su questa terra con l'intento di raccontare la realtà, bella o brutta che sia. Non vi nascondo che la bambina abbastanza adulta non sa ancora cosa vuole dalla vita, non sa quale altro spettacolo vive, ma ciò che sa, adesso, e ne è certa al 100%, è che ora, dopo quasi due anni dall'angosciante faccenda, ha la forza di tornare ad essere pienamente se stessa. Certo, ci ha messo un po' di tempo, ma d'altronde è il tempo a curare tutto. Ogni tanto occorre solo fermarsi a respirare.
Fermarsi e respirare.Fermati e respira, caro lettore o cara lettrice, ammira ciò che hai e ami della tua vita, e se c'è qualcosa che non va... cambiala. Il destino è nelle tue mani!

P.S. Per dubbi, domande, curiosità o compagnia sono qua.
- La vostra cantastorie aliena @queenmars