La storia comincia cosi: nell'aprile 1981.
Francesco "Checco" Virlinzi. Ha 22 anni e parte da Catania per vedere Bruce Springsteen nel The River Tour, all'Hallenstadion dell'11 aprile, la data che per molti fan italiani resta il primo grande esodo verso il Boss. A Zurigo nasce un'amicizia perchè Bruce rimase colpito dal lungo viaggio che fa Francesco per ascoltarlo dal vivo. È la prima di una serie che lo porterà a conoscere di persona anche Bono e Michael Stipe.Virlinzi nasce a Catania nel 1959 in una famiglia di imprenditori. Lascia presto la concessionaria del padre per viaggiare ed entrare nel mondo della musica, seguendo i R.E.M. nei loro tour a partire dal 1981. Ama fotografare le rockstar durante i live: quegli scatti diventeranno il R.E.M. book e la mostra Live '80.All'inizio degli anni Novanta fonda la Cyclope Records, etichetta indipendente che diventa un vero laboratorio. Da lì emergono Carmen Consoli, Mario Venuti, Brando, Nuovi Briganti, Moltheni. Pubblica anche i Flor de Mal, che incidono tre dischi con ospiti come Natalie Merchant e i R.E.M. Intorno a lui Catania diventa "la Seattle italiana": una città al centro della scena musicale, dove si scoprono artisti e si costruiscono carriere.Il colpo più grande arriva nell'agosto 1995. Virlinzi fu forse il primo italiano ad ascoltare i R.E.M.: Polygram registrò 8.000 copie vendute a Catania contro 800 nel resto d'Italia. Quella sproporzione convinse la casa discografica a portare la band in città, come unica tappa italiana del tour. Fu l'unico concerto dei R.E.M. in Sicilia: ospiti i Radiohead, con i Flor ad aprire la serata. Bill Berry ricordò un giro della città finito nell'ufficio del sindaco, dove la band fu accolta come una famiglia reale.
Virlinzi muore a New York il 28 novembre 2000, dopo una lunga malattia. La sua eredità vive nella scena catanese e in iniziative come il Premio Francesco Virlinzi, nato nel 2002 al Barock Festival, lo stesso che portò in città i Sonic Youth.