La dicotomia tra la tesi "la moda è bella" e l'antitesi "la moda è per stupidi" dividono chi la apprezza e chi la critica. Si è sempre ritenuto che un vero intellettuale non abbia tempo per vestirsi bene e che le lotte sociali ei diritti civili siano più importanti. La sintesi è che la moda è individuale, ma in realtà è un fenomeno che riguarda l'economia di massa e il PIL. La moda non è solo un vuoto esercizio estetico, ma è il motore trainante dell'economia globale. Essa non è solo un atto temporaneo, ma si identifica con il ritorno sequenziale ai trend passati.La storia ci ha sempre fatto credere che la moda sia frivola e che l'intelligenza vada oltre essa. Ma il vestiario non è soltanto un accessorio visivo: descrive una professione, una persona e il suo intero mondo emotivo. Storicamente, prestare poca attenzione al proprio abbigliamento è considerato un simbolo di noncuranza, ma è un atto di ribellione attiva, una medaglia dell'intellettuale impegnato, che sceglie di non aderire alle scelte della massa.Nel Diavolo veste Prada , la scena del maglione azzurro spiega perfettamente come la moda sia circolare e come, partendo dalla nicchia, diventi accessibile alle masse. L'economia ha dimenticato come le rivoluzioni, la fame, le carestie e come le guerre hanno rivoluzionato la moda, migliorando la vita quotidiana con innovazione. Quindi, la macroeconomia della moda, l'industria tessile, la vendita delle stoffe e il mercato globale riguarda pochi o tutti?La moda è sempre stata vista con superficialità e non è stata mai presa sul serio; abbiamo dimenticato la sua importanza e come ha cambiato i costumi sociali e morali della società. Abbiamo sempre letto la moda male: una sciarpa o un anello non sono semplici oggetti, ma diventano immortali per gli ha dato valore Se la moda fosse soltanto lusso, allora l'anima tattile della manifattura artigianale e la sartoria conterebbero? Sì, perché solo grazie ad essa è possibile capire realmente l'anima della moda.Per capirla davvero, dobbiamo comprendere l'impatto rivoluzionario che ha avuto anche nei momenti più bui della storia e come essa sia stata una forma di resistenza. Perché la rivoluzione non si fa solo nelle piazze, ma anche con quegli strumenti che ci permettono di cambiare il mondo.Quindi no, non voglio scegliere tra l'essere intelligente o l'essere stupida. Voglio solo scegliere cosa indossare, senza sembrare frivola. Non penso che per essere intellettualmente impegnati si debba trascurare se stessi, ma credo nella libertà di scegliere chi essere senza dover rinunciare all'estetica.