Correva l'anno 1971 a Palermo, sotto l'influenza dei movimenti hippy e della scia del woodstock internazionale e dei movimenti sociali e riformisti degli anni 70' anche in Sicilia, in particolare a Palermo si respira un'aria nuova quella di sperimentazione e innovazione. Il festival Palermo del 1971, tenuto al parco della Favorita rappresenta un'opportunità di aggregazione e unione giovanile, alla scena underground rock e degli albori della nascita dell'heavy metal.Il miracolo del woodstock "siciliano" è stato una iniziativa dell'impresario Joe Napoli e all'appoggio dell'azienda del Turismo Palermo.I festival sono stati tre: edizione 1970-1971-1972.Il primo svolto tra il 16 e il 19 luglio, Tra gli artisti presenti: ricordiamo Duke Ellington, Aretha Franklin, Arthur Brown, Tony Scott e molti altri.Un aneddoto riguarda l'ipotetica presenza di band quali: Rolling Stones, Led Zeppelin tra cui Robert Plant, ma che per alcuni imprevisti non si sono più presentati al festival. Un evento che ebbe una risonanza così grande da essere trasmessa dalla Rai e diffuso anche in altri paesi come Belgio, Paesi Bassi, Germania, Francia, Regno Unito e Brasile.Uno dei motivi per cui ricordiamo la Palermo pop 1971 è la presenza di Ozzy Osbourne frontman dei Black Sabbath che hanno visto il suo debutto con l'album Master of reality, pioniere dell'heavy metal con brani quali: War Pigs, Iron Man, Sweet Leaf, Black Sabbath, Paranoid. Una delle domande che ci poniamo è la seguente: Perché ricordare un festival di quasi 55 anni fa a Palermo? Perché Palermo ha bisogno di speranza di credere all'enorme patrimonio che ci hanno lasciato con eventi come questo,con il calibro di artisti internazionali che hanno rivoluzionato la storia della musica mondiale, e no Palermo non è una città di serie B. Quel decennio pesa ancora come un macigno per i palermitani, che vogliono credere che Palermo possa realmente offrire spazi di condivisione e stimoli creativi per i giovani, partendo proprio dalle strutture che garantiscono ciò. Come disse, Ozzy Osbourne in una sua celebre massima: "Il rock'n'roll, dopotutto, significa solo una cosa: libertà."

Di Stefania Manili